Questa immagine è un esempio visivo di Exposure Bracketing (bracketing dell’esposizione) e mostra come cambia una fotografia variando il valore di esposizione (EV – Exposure Value).
In pratica, illustra la differenza tra una foto sottoesposta, una correttamente esposta e una sovraesposta:
Base Exposure (Esposizione base): È lo scatto centrale, quello che l’esposimetro della fotocamera ritiene “corretto”. Bilancia le luci e le ombre in modo naturale.
Valori Positivi (+1, +2, +4 EV): La foto diventa progressivamente più chiara. A +4 EV, noterai che i dettagli nelle zone più luminose dei pomodori iniziano a “bruciarsi” (diventano bianchi e perdono consistenza).
Valori Negativi (-1, -2, -4 EV): La foto diventa progressivamente più scura. A -4 EV, i pomodori sono molto scuri e le ombre diventano profonde, ma si recuperano dettagli nelle zone che prima erano troppo luminose.
Perché i fotografi fanno questo?
Questa tecnica viene usata principalmente per due motivi:
Sicurezza: In condizioni di luce difficile, il fotografo scatta più versioni per essere sicuro di averne almeno una con l’esposizione perfetta.
HDR (High Dynamic Range): Spesso queste diverse foto vengono unite tramite software per creare un’unica immagine che abbia i dettagli perfetti sia nelle ombre (presi dagli scatti +EV) che nelle luci forti (presi dagli scatti -EV).
L’impostazione che cerchi si chiama solitamente AEB (Auto Exposure Bracketing). La procedura cambia leggermente in base alla marca della fotocamera, ma i passaggi logici sono quasi sempre gli stessi.
Ecco come procedere:
1. Trova la funzione AEB
Menu: Cerca nel menu di scatto (icona della fotocamera) la voce “Bracketing” o “AEB”.
Tasto dedicato: Molte reflex e mirrorless (come Nikon o Fujifilm) hanno un tasto fisico con la scritta “BKT”. Tenendolo premuto e ruotando la ghiera, attivi la funzione.
Drive Mode: Su alcune fotocamere (come Sony), il bracketing si trova insieme alle impostazioni dello scatto continuo o dell’autoscatto (Drive Mode).
2. Configura i parametri
Una volta attivato, dovrai scegliere due cose:
Numero di scatti: Di solito si sceglie tra 3, 5 o 7 scatti.
L’intervallo (Stop): Decidi di quanto deve variare l’esposizione tra una foto e l’altra (es. 0.7 EV, 1.0 EV o 2.0 EV, come nell’immagine dei pomodori che hai inviato).
3. Come scattare correttamente
Usa un treppiede: Se vuoi unire le foto in post-produzione (HDR), la fotocamera non deve muoversi tra uno scatto e l’altro, altrimenti le immagini non coincideranno perfettamente.
Modalità di scatto: Se sei in modalità Priorità di Diaframmi (A o Av), la macchina varierà il tempo di posa. Se sei in Priorità di Tempi (S o Tv), varierà l’apertura del diaframma (ma è meno consigliato perché cambia la profondità di campo).
Raffica: Imposta la fotocamera su “Scatto continuo”. In questo modo, tenendo premuto il pulsante di scatto, la macchina scatterà l’intera sequenza (es. i 3 o 5 scatti) e si fermerà da sola.
💡 Il consiglio del fotografo
Se scatti a mano libera, assicurati che i tempi di posa siano abbastanza veloci da evitare il mosso, specialmente per gli scatti sovraesposti (+EV) che richiedono più tempo per incamerare luce.